Cardiologia

Cardiologia

La cardiologia è la branca della medicina che si occupa dello studio, della diagnosi e delle patologie relative all’apparato circolatorio. Lo specialista che si occupa di cardiologia è definito cardiologo.

Nonostante il sistema circolatorio sia inscindibilmente legato al ruolo del sangue, la cardiologia non studia le malattie relative ad esso, che sono invece l’oggetto di studio dell’ematologia.

Le malattie cardiovascolari sono la prima causa di morte nel mondo.

Il cuore è l’oggetto di studio principale della cardiologia. È un muscolo involontario che pompa il sangue affinché esso possa arrivare in tutto il nostro corpo e nei polmoni. Le malattie che lo interessano sono definite cardiopatie. Le malattie possono essere riscontrate nella parte elettrica del cuore, che fa sì che esso si contragga, o in quella meccanica, ovvero il suo vero e proprio funzionamento in quanto pompa.

Le patologie studiate dalla cardiologia possono anche riguardare la circolazione coronaria nei vasi sanguigni che portano direttamente al cuore il sangue ricco di ossigeno che deve essere distribuito in tutto il corpo. Delle disfunzioni in quest’ambito possono portare allo sviluppo di varie patologie, anche gravi.

Malattie cardiovascolari

La cardiologia si occupa innanzitutto delle disfunzioni del cuore e del sistema circolatorio. Vediamo ora le più comuni.

Ipertensione

L’ipertensione, spesso chiamata “pressione alta”, è una malattia cronica per cui la pressione sanguigna nelle arterie è persistentemente elevata. In genere è asintomatica, ma, a lungo andare, rappresenta un fattore di rischio per patologie più gravi, come la coronaropatia, l’ictus, l’insufficienza cardiaca, ecc.
Vi sono alcuni comportamenti che comportano il rischio di sviluppare l’ipertensione, come l’abuso di cibi salati, l’obesità, il fumo e l’alcool. Pertanto, uno stile di vita più ferrato può portare a una diminuzione del rischio di sviluppare altre complicazioni.

Qualora uno stile di vita più sano non basti, il paziente è tenuto a seguire una terapia di farmaci antipertensivi.

Aritmia

L’aritmia, chiamata anche “battito irregolare”, è una condizione clinica per il quale il battito cardiaco diviene irregolare. Se il battito cardiaco supera i cento battiti al minuto si tratterà di tachicardia, nel caso invece il battito fosse lento, scendendo a meno di sessanta battiti al minuto, si parlerà di bradicardia. Anche in questo caso, la maggior parte delle aritmie non presenta sintomi. In caso della presenza di questi, come capogiri, fiato corto o dolore al petto, sarà assolutamente necessario consultare un medico. I tipi più gravi possono portare a conseguenze serie come ictus, insufficienza cardiaca o infarto. I quattro tipi principali di aritmia sono: tachicardia sopraventricolare, aritmia ventricolare, bradiaritmia, battiti irregolari.

Coronaropatia

Le coronaropatie sono un gruppo di malattie che include l’angina pectoris, l’angina instabile e l’infarto miocardico acuto. Rappresentano le malattie cardiovascolari più comune. Un sintomo chiave è rappresentato dal dolore al petto o un fastidio alla spalla, al braccio, alla schiena, al collo o alla mascella. I sintomi si presentano in momenti di forte stress, fisico o psicologico, per pochi minuti e si affievoliscono col riposo. Vengono spesso diagnosticate dopo un infarto.

I fattori di rischio sono l’ipertensione, il fumo, il diabete, la mancanza di esercizio fisico, l’obesità, la presenza di colesterolo alto nel sangue, eccessivo uso di alcolici, ecc. La prevenzione rappresenta una risorsa chiave per questo tipo di patologie. Il trattamento con farmaci antiaggreganti ha un ruolo essenziale. In caso di malattie in stato avanzato possono essere necessari interventi come l’angioplastica coronarica e il bypass aorto-coronarico.

Arresto cardiaco

L’arresto cardiaco è un’improvvisa interruzione dell’attività cardiaca e quindi del flusso sanguigno. Tra i sintomi vi sono perdita di coscienza e l’alterazione del respiro. In altri casi vi possono essere dolore al petto, fiato corto o nausea. Se un arresto cardiaco non viene trattato con tempestività è probabile la morte.

La causa più comune di arresto cardiaco è rappresentata dalle coronaropatie. Altre cause, meno comuni, sono dissanguamento, mancanza di ossigeno, ipokaliemia (carenza di potassio nel sangue) e intenso esercizio fisico.

La prevenzione rappresenta una risorsa importantissima nel caso degli arresti cardiaci: il fumo e il peso sono dei fattori di rischio. Il trattamento immediato, invece, è deve essere effettuato tramite massaggio cardiaco o defribillazione.

Cardiopatie congenite

Le cardiopatie congenite sono problemi della struttura cardiaca presenti fin dalla nascita. Le cause non sono spesso conosciute e la maggior parte delle cardiopatie congenite non portano allo sviluppo di altre malattie, a meno di complicazioni. A volte, quando il difetto è grave, si rende necessario sottoporsi a determinati interventi o a un trapianto di cuore.

Test diagnostici

Al fine di effettuare la diagnosi di una cardiopatia è necessario sottoporsi agli esami diagnostici offerti dalla cardiologia. Uno dei più antichi metodi per riscontrare delle irregolarità nel comportamento del cuore è l’auscultazione.

Al fine di effettuare una diagnosi corretta, il paziente può essere sottoposto ad esami quali le analisi del sangue, le procedure elettrofisiologiche (come l’elettrocardiogramma, il test da sforzo, ecc.) e la diagnostica per immagini.

In studio si effettuano:

 

  • Consulenza specialistica cardiologica
  • Elettrocardiogramma
  • Ecocardiogramma
  • Colordoppler
  • Holter cardiaco 24h e 48h
  • Prova da sforzo al cicloergometro
  • Tilt test