Anestesiologia

Anestesiologia

L’anestesiologia è la branca della medicina dedicata ad annullare la sensibilità dolorifica e lo stato di coscienza di un paziente prima, durante e dopo un intervento chirurgico o una procedura medica particolarmente invasiva. Lo specialista in anestesiologia è chiamato anestesista. L’anestesista è colui che è chiamato, quindi, a curarsi dell’anestesia, una procedura attraverso il quale il paziente è posto in uno stato di perdita di coscienza e dolore, sia in misura parziale che totale. In virtù di questo ruolo delicato e della quantità di elementi coinvolti, l’anestesista possiede un vasto campo di conoscenze: la farmacologia, la monitorizzazione, la ventilazione, l’anatomia e tutte le branche della medicina che studiano organi per il quale l’anestesia potrebbe essere pericolosa (cardiologia, pneumologia, ostetricia, ecc.). L’anestesia è necessaria durante un intervento chirurgico al fine di proteggere il paziente dal dolore, dal trauma e dall’ansia derivati da un’operazione in sala operatoria. Storia Nella storia umana l’uomo ha sempre dovuto avere a che fare con l’annullamento della sensibilità dolorifica. In antichità, al fine di evitare di evitare il dolore, si era soliti narcotizzare i pazienti comprimendo le carotidi al fine di farli svenire o addirittura con colpi alla testa. Dopo, si passò all’utilizzo di erbe o altri tipi di sostanze come l’hashish, l’oppio o l’alcool. Solo nel Settecento la ricerca medica potrà cominciare a fare uso di sostanze più sofisticate come il protossido d’azoto o l’etere dietilico. Proprio grazie ai successivi sviluppi nell’uso di quest’ultima sostanza si avrà la vera e propria nascita dell’anestesiologia, che bisogna datare circa alla metà del diciannovesimo secolo. Il riconoscimento di queste tecniche verrà qualche decennio più tardi, alla fine del secolo. Alla metà del ventesimo secolo gli studi anestesiologici sono già molto vicini a ciò che oggi consideriamo come metodi anestetici. Tipi di anestesia Ci sono vari modi in cui è possibile praticare un’anestesia e la scelta del metodo deve essere definita caso per caso a seconda dell’intervento da svolgere e dallo stato del paziente. In linea generale vi sono due tipi di anestesia: l’anestesia generale, che “addormenta” completamente il corpo del paziente, e l’anestesia loco-regionale, dove l’effetto riguarda solo una parte o una regione del corpo. Anestesia generale L’anestesia generale è il tipo di anestesia che consiste nella totale inibizione della sensibilità dolorifica e dello stato di coscienza. Viene utilizzato nelle operazioni che richiedono la totale incoscienza del paziente e un rilasciamento muscolare prolungato. Viene somministrata prima di un intervento attraverso un’iniezione in endovena o un tubo tracheale, ma anche per entrambe le vie. Per tutta la durata dell’intervento il farmaco anestetizzante verrà continuamente somministrato al paziente mediante una di queste due vie. Durante quest’anestesia il paziente è completamente addormentato e non avverte alcun dolore né registra alcuna memoria dell’intervento. Anestesia loco-regionale L’anestesia loco-regionale, o più semplicemente anestesia locale, la sensibilità viene inibita solo in una parte o una regione del corpo, in modo tale che il dolore non arrivi al cervello. Quest’anestesia viene praticata iniettando il farmaco anestetico direttamente nelle vicinanze dei nervi che portano la sensibilità alla zona sottoposta all’intervento. Ad esempio, operando un piede, saranno i nervi della gamba ad essere anestetizzati. L’anestesia locale possiede diversi vantaggi: tra questo la mancata perdita di coscienza e minori effetti collaterali rispetto all’anestesia generale. Le operazioni più comuni svolte in anestesia locale sono:
  • Interventi al braccio, alla mano, alla gamba, al ginocchio, al piede.
  • Interventi di ginecologia.
  • Parto indolore.
  • Taglio cesareo.
  • Interventi all’addome
  • Interventi all’ano
  • Interventi di urologia
Tipi di anestesia loco-regionale Le anestesie loco-regionali possono essere di vari tipi e, anche in questo caso, la scelta dell’anestesia giusta dipende dalla procedura a cui si sottopone il paziente e al suo stato di salute. Anestesia subaracnoidea L’anestesia subaracnoidea, detta più comunemente anestesia spinale, è un tipo di anestesia locale eseguita iniettando una dose di anestetico nello spazio subaracnoideo, nella parte liquida che circonda il midollo spinale e i nervi. È indicata per le operazioni nella regione basso addominale e degli arti inferiori. Anestesia peridurale L’anestesia peridurale, detta anche semplicemente epidurale, è un tipo di anestesia molto simile a quella spinale, in cui tuttavia l’anestetico viene iniettato fuori dallo spazio subaracnoideo. È l’anestesia più utilizzata per il parto indolore. Anestesia dei nervi L’anestesia dei nervi è un tipo di anestesia locale in cui il farmaco anestetico viene iniettato direttamente nei pressi del nervo che porta sensibilità nella zona da operare. È utilizzata negli interventi chirurgici relativi agli arti (braccia, avambraccia, mano, coscia, gamba, piede). Anestesia locale L’anestesia locale è quella più semplice e con spazio di manovra meno ampio. In questo tipo di anestesia il farmaco viene iniettato nella zona da operare affinché non ci sia sensibilità al dolore. È utilizzata per interventi piccoli o localizzati sulla superficie del corpo. La scelta dell’anestesia La scelta del farmaco anestetico verrà stabilita dall’anestesista dopo un colloquio preliminare tenuto col paziente che dovrà sottoporsi a un intervento o una procedura che richiede l’utilizzo degli strumenti dell’anestesiologia. Durante questo colloquio verranno poste delle domande al paziente al fine di comprenderne lo stile di vita, eventuali allergie, malattie importanti che non vengono indicate nella cartella clinica, se fa uso di farmaci, ecc. L’anestesista utilizzerà questi dati, incrociandoli con l’importanza dell’intervento, per scegliere il tipo di anestetico migliore per l’intervento.