Anatomia Patologica

Anatomia Patologica

L’anatomia patologica è una specializzazione medica che si occupa fondamentalmente delle diagnosi di malattie basate sull’esame non solo macroscopico ma anche microscopico, biochimico, immunologico e molecolare di organi e tessuti. Nel corso dell’ultimo secolo, in particolar modo, la chirurgia patologica si è evoluta moltissimo: dall’esame storico di corpi interi (denominato autopsia) ad una serie di pratiche più moderne, incentrate sulla diagnosi e sulla prognosi dei tumori per poter guidare il processo decisionale in oncologia. Il fondatore dell’anatomia patologica moderna fu lo scienziato italiano Giovan Battista Morgagni di Forlì.

L’anatomia patologica è una delle due branche della patologia, l’altra è la patologia clinica, la diagnosi delle malattia tramite le analisi di laboratorio dei fluidi corporei e / o dei tessuti. Spesso i patologi praticano sia la l’anatomia patologica che clinica, una combinazione comunemente nota come patologia generale.

Specialità simili esistono inoltre anche nella medicina veterinaria.

L’anatomia patologica riguarda fondamentalmente l’elaborazione, l’esame e la diagnosi di campioni chirurgici da parte di un medico esperto in diagnosi patologica, ossia l’anatomopatologo. La patologia clinica è la divisione che elabora le richieste di test più familiari al pubblico in generale; ciò comporta analisi come la conta delle cellule del sangue, studi di coagulazione, analisi delle urine, studi del livello di glucosio nel sangue e via discorrendo andando poi ad unirsi a tutte quelle che sono le tradizionali analisi cliniche.

Le sue sottosezioni includono chimica, ematologia, microbiologia, immunologia, analisi delle urine e banca del sangue.

L’anatomia patologica è a sua volta suddivisa in altre sottospecialità, le principali sono patologie chirurgiche (mammarie, ginecologiche, endocrine, gastrointestinali, l’analisi dei tessuti molli, analisi della testa e del collo e la dermatopatologia), neuropatologia, citopatologia la patologia forense. Per ottenere la licenza per praticare la patologia, è necessario completare il corso di laurea in medicina e fare una specializzazione in Anatomia Patologica.

Quali sono le procedure più utilizzate in anatomia patologica?

  • Le procedure utilizzate più di frequente nell’anatomia patologica includono:Esame lordo: questo è l’esame dei tessuti malati ad occhio nudo. Si tratta di un esame importante soprattutto per i frammenti di tessuto di dimensioni estese, poiché la malattia può essere spesso identificata anche solo visivamente. È anche in questa fase che l’anatomopatologo seleziona le aree di interesse che verranno elaborate per l’istopatologia. L’occhio può talvolta essere aiutato con una lente d’ingrandimento o uno stereomicroscopio, in particolar modo quando si esaminano gli organismi parassiti.
  • Istopatologia: questo è l’esame a livello microscopico delle sezioni di tessuto colorato tramite tecniche istologiche. Le macchie standard sono ematossilina ed eosina, ma ne esistono molte altre. Tramite l’uso di appositi vetrini con ematossilina e eosina per fornire diagnosi specifiche basate sulla morfologia è considerata una delle abilità principali dell’anatomia patologica. Ad oggi, la scienza delle sezioni dei tessuti colorati è chiamata istochimica.
  • Immunoistochimica – la pratica dell’uso di anticorpi per rilevare la presenza, l’abbondanza e la localizzazione di proteine specifiche. Questa tecnica è fondamentale per distinguere tra disturbi con morfologia simile, oltre a caratterizzare le proprietà molecolari di alcuni tumori.
  • Ibridazione in situ – Le molecole specifiche di DNA e RNA vengono identificate su sezioni specifiche tramite l’utilizzo di questa tecnica. Quando la sonda è etichettata con colorante fluorescente, la tecnica si chiama FISH.
  • Citopatologia
  • Microscopia elettronica: si tratta dell’esame del tessuto con un microscopio elettronico, consentendo così un ingrandimento di gran lunga maggiore all’occhio, permettendo la visualizzazione degli organelli all’interno delle cellule. Il suo uso è stato ampiamente soppiantato dall’immunoistochimica, ma è ancora di uso comune per un gran numero di compiti, tra cui la diagnosi di malattie renali e l’identificazione della sindrome delle ciglia immature.
  • Citogenetica tissutale – la visualizzazione dei cromosomi per identificare difetti genetici come la traslocazione cromosomica.
  • Immunofenotipizzazione del flusso – la determinazione dell’immunofenotipo di cellule mediante le tecniche di citometria a flusso. È molto utile per diagnosticare i diversi tipi di leucemia e linfoma.

Sottospecializzazioni dell’Anatomia Patologica

In anatomia patologica esistono diversi tipi di sottospecializzazioni di questa branca della medicina.

  • La Chirurgia Patologica, ad esempio, è l’area di pratica più significativa e dispendiosa in termini di tempo per la maggior parte degli anatomopatologi. La Chriurgia Patologica coinvolge l’esame lordo e microscopico di campioni chirurgici, insieme alle biopsie inviate da non chirurghi, sottospecialisti medici, dermatologi e radiologi. La Chirurgia Patologica richiede oggigiorno sempre più tecnologie e competenze tradizionalmente associate a patologie cliniche come la diagnostica molecolare.
  • La citopatologia è una sotto-disciplina dell’anatomia patologica che riguarda l’esame al microscopio di cellule intere, singole ottenute da esfoliazione o aspirate con ago sottile. I citopatologi sono formati professionalmente per eseguire aspirati con ago sottile di organi, masse o cisti situati in posizioni superficiali e sono spesso in grado di eseguire una diagnosi immediata in presenza del paziente e di consultare un medico. Nel caso di test di screening come lo striscio di Papanicolaou, i citotecnologi non medici sono spesso impiegati per eseguire analisi iniziali, con solo casi positivi o incerti esaminati dal patologo. La citopatologia è una sottospecialità certificabile da bordo negli Stati Uniti.
  • Patologia molecolare: la patologia molecolare è una disciplina emergente nell’ambito della patologia anatomica e clinica che si concentra sull’uso di tecniche basate sull’acido nucleico come l’ibridazione in situ, la reazione a catena della polimerasi della trascrittasi inversa e microarrays dell’acido nucleico per studi specializzati sulla malattia in tessuti e cellule . La patologia molecolare condivide alcuni aspetti della pratica con patologia sia anatomica che clinica ed è talvolta considerata una disciplina “crossover”, ossia che interessa più campi.
  • Patologia forense: i patologi forensi ricevono una formazione specialistica per determinare la causa della morte e altre informazioni legalmente rilevanti dai corpi di persone che sono morte improvvisamente senza alcuna condizione medica conosciuta, o di coloro che muoiono per cause non naturali, così come quelli che muoiono a causa di omicidi o altre morti penalmente sospette. La maggior parte dei casi di patologia forense sono dovuti a cause naturali. Spesso, test aggiuntivi come tossicologia, istologia e test genetici saranno utilizzati per aiutare il patologo a determinare la causa della morte. I patologi forensi spesso testimoniano in tribunale sulle loro scoperte in caso di omicidio e morte sospetta. Svolgono anche un ruolo importante nella sanità pubblica, come le indagini sui decessi sul luogo di lavoro, i decessi in custodia e le morti improvvise e inattese nei bambini. I patologi forensi hanno spesso aree di interesse speciali all’interno della loro pratica, come la morte improvvisa dovuta a patologie cardiache, decessi dovuti a droghe, o morte improvvisa di bambini (SIDS), e vari altri.