TAC

TAC

La tomografia computerizzata (TC o CT, dall’inglese computed tomography), in radiologia, è una tecnica d’indagine attraverso la quale si possono riprodurre immagini in sezione e tridimensionali dell’anatomia dell’attenuazione di un fascio di raggi X che passa in una sezione corporea.

In Italia è nota soprattutto come TAC, ovvero tomografia assiale computerizzata (dall’inglese computed axial tomography). Le immagini, infatti, prima venivano generate solo sul piano assale o trasversale, perpendicolarmente all’asse lungo del corpo. Al giorno d’oggi, tuttavia, la TAC non è legata necessariamente a questo asse grazie al movimento del gantry, ovvero il corpo macchina, attraverso il quale è possibile acquisire immagini in coronale. Le nuove tecnologie, inoltre, permettono più facilmente le ricostruzioni tridimensionali della sezione corporea analizzata.

Storia

Prima dell’avvento della TAC il miglior metodo di rappresentazione di sezioni corporee era la stratigrafia, inventata dal radiologo italiano Alessandro Vallebona nella prima metà del ventesimo secolo.

Il concetto alla base della tomografia assiale computerizzata fu concepita dall’ingegnere inglese Godfrey Hounsfield che, insieme al fisico sudamericano Allan Cormack, nel 1967 realizzò la prima apparecchiatura TAC. Questa ricerca e la costruzione dell’apparecchiatura consentirono ai due scienziati di vincere il premio Nobel per la medicina nel 1979 “per lo sviluppo della tomografia computerizzata”. Il prodotto fu commercializzato per la prima volta nel 1971.

Inizialmente l’apparecchio non era in grado di realizzare immagini di qualsiasi parte del corpo. Tuttavia, con l’avanzamento della tecnologia, anche questo fu possibile grazie all’ACTA, un’apparecchiatura TAC innovativa. Da questo momento in poi la tecnologia alla base della TAC è migliorata sempre di più, innanzitutto grazie all’aumentata capacità di calcolo dei computer.

Come funziona?

Un fascio di raggi X, quando attraversa il nostro corpo, viene fermato dalle nostre strutture anatomiche. Quanto più queste strutture sono dense, tanto più il fascio di raggi X viene trattenuto. L’apparecchio alla base della TAC è capace di captare tale differenze di densità e di ricostruire un’immagine della sezione corporea interessata e attraversata dalle radiazioni.

A differenza della radiografia tradizionale, la TAC si avvale di un elaboratore matematico capace di elaborare più sottilmente e precisamente queste lievi differenze, rendendo l’esame più preciso ed efficiente.

Utilizzi

Cranio ed encefalo

Uno degli utilizzi più comuni della TAC è rivolto allo studio del cranio e dell’encefalo. Nel caso di questa particolare regione anatomica, che presenta numerose strutture sovrapposte e una notevole complessità, l’utilizzo della TAC, necessari ai fini, per esempio, di un intervento neurochirurgico, si rende necessario al fine di visualizzare ad alta risoluzione la zona.

A differenza della risonanza magnetica, inoltre, la TAC possiede tempi di esecuzioni minori ed è dunque indicata per i trattamenti in situazioni di emergenza come ictus o traumi cranici.

Questo trattamento viene utilizzato principalmente per la diagnosi di lesioni, di neoplasie, di ictus, di forme di demenza senile, ecc.

Arcate dentarie

L’utilizzo della TAC è quasi necessario nello studio delle arcate dentarie. L’implantologia computer assistita ha bisogno, infatti, di immagini tridimensionale ai fini della pianificazione degli interventi. In implantologia è utile ai fini di evitare lesioni.

Torace

Dopo l’encefalo, lo studio del torace è sicuramente uno degli ambiti in cui la TAC viene ad essere più utilizzata, tanto da diventare il tipo di analisi radiologica più adoperata per la diagnosi di diverse patologie. A causa della sovrapposizione di varie strutture anatomiche, infatti, la radiografia del torace, nonostante i suoi varissimi impieghi, risulta limitata e tratta in maniera imprecisa alcune patologie, rischiando di invalidarne la diagnosi. La risonanza magnetica, invece, si presta poco allo studio del polmone e del cuore, che beneficiano invece della velocità di esecuzione della TAC.

Inoltre, l’utilizzo della TAC è particolarmente utile, nell’ambito della sezione toracica, allo studio dell’arco aortico, al fine di diagnosticare aneurismi o dissecazioni ed è utile anche in caso di tromboembolia polmonare.

Una TAC può essere estremamente utile anche per identificare la dimensione dei linfonodi e per una corretta diagnosi delle patologie dell’apparato respiratori, come la fibrosi polmonare, la polmonite, la tubercolosi, ecc.

Cuore

L’utilizzo della TAC, grazie alla sua velocità di esecuzione, è molto utile allo studio del muscolo cardiaco, in virtù del suo continuo movimento. Ovviamente, anche questo tipo di visualizzazione può essere utilizzata prima di un intervento cardiochirurgico al fine di possedere un’immagine precisa del luogo dell’intervento.

La TAC può essere utilizzata a fini diagnostici per valutare la calcificazione delle coronarie, per lo studio della morfologia del cuore, delle arterie coronariche e delle vene cardiache.

Tuttavia una controindicazione risiede nell’alta dose di radiazioni necessarie per ottenere un’immagine di una qualità accettabile.

Addome

Spesso le patologie che interessano la regione degli organi addominali possono essere studiate con successo attraverso la TAC. Spesso, infatti, la procedura è utilizzata per analizzare il fegato e le vie biliari al fine di individuare lesioni focali maligne o benigne e metastasi.

L’utilizzo è utile anche per l’apparato urinario per visualizzare con successo le arterie renali.

Infine, gli organi addominali possono essere sottoposti alla TAC in caso di traumi di tale entità da poter causare delle lesioni interne.

Ossa e articolazioni

Negli ultimi anni, nel campo dello studio delle ossa e delle articolazioni, l’utilizzo della risonanza magnetica ha ridotto l’ambito di utilizzo della TAC, ma la velocità e la ricostruzione tridimensionale della tomografia computerizzata ha un ruolo essenziale nelle fratture complesse e nelle situazioni di emergenza.