Ecografia

Ecografia

La diagnostica ecografica è una branca della medicina che racchiude in sé un vastissimo numero di esami possibili da dover fare, tutti accomunati dal metodo di indagine ossia l’ecografia, l’eco-doppler e l’eco-cardiogramma.

Che cosa si intende per Ecografia?

L’ecografia – detta anche ecotomografia – è un metodo d’indagine diagnostica medica che si basa sul principio dell’emissione di onde sonore dette ultrasuoni che vengono opportunamente poggiate sulla pelle del soggetto consentendo così di riuscire a vedere gli organi interni del paziente, le sue ghiandole ed i vasi sanguigni oltre addirittura alle strutture muscolari, tendinee e sottocutanee che ne accertino la buona salute o la presenza di qualsivoglia tipo di patologia.

Tale indagine diagnostica viene presa in considerazione come un esame di base tra i più comuni in circolazione e non è assolutamente dannosa per la salute, difatti viene fatta anche a pazienti malati, d’età avanzata o ancora a donne incinte.

Come funziona un’ecografia?

Quando ci rechiamo in un ambulatorio per eseguire un’ecografia, il medico ci farà stendere su un apposito lettino e poi sulla parte interessata da esaminare verrà spalmato un apposito gel conduttore. Dopo aver concluso questa operazione, lo specialista farà passare sopra una sonda che emette ultrasuoni e ne registra le immagini che riesce a captare. Ma come funzionano gli ultrasuoni a contatto con il nostro corpo?

Venendo emessi da un generatore elettrico e trasmessi dalla sonda, gli ultrasuoni vanno ad impattarsi con i vari tessuti corporei del nostro organismo e vengono così riflessi in base alla loro vicinanza e la loro intensità. In base a ciò vengono generati quindi degli echi (ecco perché l’indagine viene chiamata appunto ecografia) che vengono rielaborati graficamente e formano l’immagine sullo schermo apposito dei tessuti presi in considerazione.

L’ecografia è una pratica totalmente indolore durante la quale, però, il paziente deve rimanere immobile. Si tratta anche di un esame piuttosto breve: una visita con un medico per una ecografia va grossomodo dai 10 ai 20 minuti.

A cosa serve un’ecografia?

Questo tipo di indagne diagnostica medica è uno dei primi approcci che sono stati utilizzati per lo studio del corpo umano, in particolar modo per lo studio della tiroide e dei linfonodi nella sezione del collo ma anche della cavità addominale prendendo in considerazione organi come reni, milza, stomaco, fegato, pancreas, intestino nonché delle pelvi, dei tessuti muscolari, delle arterie e delle vene.

Tra le tipologie di ecografie ad oggi più richieste vediamo:

  • ecografia addominale: serve a controllare lo stato di salute degli organi della cavità addominale.
  • ecografia pelvica: le ecografie pelviche servono a controllare gli organi che interessano le pelvi, ossia utero/ovaie/tube uterine e le evoluzioni del feto durante la gravidanza.
  • ecografia mammaria: serve a controllare i tessuti che compongono le mammelle e la formazione di cisti e noduli. Diversamente dalla mammografia, un’ecografia mammaria è indicata per le donne di età inferiore ai 35 anni e
  • ecografia cardiaca, che interessa il cuore e le arterie ad esso collegate.

Cos’è un eco-Doppler? E cos’è un eco-color-Doppler?

L’eco-Doppler e l’eco-color-Doppler sono due tipi specifici di ecografie in grado di sfruttare l’effetto Doppler. L’effetto Doppler si basa interamente sulla misurazione delle variazioni di frequenza tra fascio riflesso da un corpo in movimento ed il fascio incidente. La variazione di frequenza delle onde eco riflesse è strettamente correlata alla velocità e la direzione dell’elemento riflettente. Sono esami che servono a calcolare anche la velocità di movimento delle strutture prese in esame.

Gli esami di ecodoppler ed ecocolordoppler sono tipologie diagnostiche che, come l’ecografia, non sono invasive, non hanno bisogno di alcun tipo di preparazione clinica particolare e sono totalmente innocue per l’organismo, al punto da poter essere ripetute più volte senza alcun problema.

La modalità di indagine è la stessa dell’ecografia: una sonda viene opportunamente applicata sulla cute e tramite questa si possono ottenere delle informazioni morfologiche e funzionali sui vasi presi in esame.

Il nome di Effetto Doppler viene da un fisico austriaco che nel lontano 1845 sperimentò le variazioni delle onde sonore in funzione alla velocità, anche se nei primi tempi non venne applicata in medicina, dove la tecnica dell’effetto Doppler ha iniziato a farsi strada più di un secolo più tardi, addirittura intorno agli anni ‘60 del Novecento. In questo periodo infatti fu introdotto il primo apparecchio Doppler ad onda continua in grado di studiare tutte quelle che erano le variazioni e la velocità del flusso sanguigno all’interno dei vasi esaminati.

Col passare degli anni, naturalmente, la tecnica si è affinata sempre di più divenendo oggi uno degli strumenti di diagnostica più accurati in circolazione.

Dove può essere utilizzato l’ecocolordoppler?

L’ecocolordoppler può essere utilizzato su tutti i vasi dell’addome, degli arti superiori ed inferiori ed il collo, ma può essere limitato l’uso sui vasi intracranici ed i vasi toracici.

Quando c’è bisogno di fare l’ecocolordoppler? L’ecocolordoppler può essere particolarmente indicato nel caso di diagnosi di malattie delle arterie e delle vene, ma può essere anche consigliata a soggetti che possono presentare un alto rischio di malattie del sistema circolatorio, come chi soffre di diabete o chi ha caratteri di familiarità per patologie arteriose oppure venose, ed infine può essere semplicemente prescritto per normali controlli dello stato di salute di vene ed arterie.