Ginecomastia

Addominoplastica

Oggigiorno, la percentuale di uomini che soffre di ginecomastia -aumento del volume delle mammelle- è notevolmente aumentato. Nonostante si tenda a sottolineare la provenienza congenita ed ormonale di questa patologia, dall’altra parte si parla troppo poco spesso dei fattori esterni che aiutano gli uomini a sviluppare questo fenomeno. Innanzitutto rimane doveroso sottolineare che la ginecomastia non si presenta solamente nei soggetti che presentano alti livelli di obesità -nonostante ne rimangano comunque più esposti-, ma la sua comparsa comprende uomini di qualsiasi età e salute fisica.

Nonostante la causa principale della comparsa della ginecomastia sia prevalentemente ormonale, vi sono aspetti come un’alimentazione squilibrata, l’uso di sostanze come alcol e droghe, l’uso di anabolizzanti e farmaci specifici, che aiutano il progredire di questa patologia. In base alla sua origine, la ginecomastia viene classificata in tre modi diversi: puberale, congenita e indotta.

La prima, in realtà, facendo parte del normale sviluppo fisiologico dell’uomo, presenta la possibilità di regredire nel giro di un paio d’anni, mentre la seconda riguarda la possibilità di svilupparla per cause ereditarie. La terza infine, si presenta a causa dell’utilizzo di sostanze in grado di alterare i normali livelli ormonali, e che di conseguenza ne inducono lo sviluppo.

Cos’è la ginecomastia e quali sono le cause

Con il termine ginecomastia ci si riferisce ad una situazione di squilibrio a livello ormonale e tessutale che porta ad un aumento anomalo delle mammelle dell’uomo, provocando un aspetto tipicamente femminile nella zona del torace. Questo problema, che non viene vissuto come un semplice inestetismo, si tende a sviluppare in età giovanile, circa dai 12 fino ai 17 anni, ma si può presentare in qualsiasi momento della vita. Ad oggi, il numero di uomini che si sottopongono ad un intervento chirurgico per ridurre questo inestetismo, è sensibilmente aumentato.

Nelle classiche situazioni in cui un uomo dovrebbe trovarsi a suo agio con il proprio fisico -spiaggia, palestra, intimità-, la ginecomastia limita la serenità dell’individuo, che solitamente cerca di nascondere questo problema evitando magliette o camicie aderenti, o addirittura evitando di esporsi a torso nudo. In realtà, queste soluzioni sono superflue e provvisorie, e non donano nessun sollievo a colui che convive con la ginecomastia. Questa patologia quindi, provoca delle vere e proprie insicurezze a livello sociale e sessuale, motivo per il quale è un intervento piuttosto frequente.

Le cause che portano all’aumento spropositato della mammella dell’uomo, possono essere di diversa natura, ma principalmente riguardano un fattore ormonale e congenito. Prima della pubertà infatti, le ghiandole mammarie femminili e maschili non presentano alcun tipo di differenza, mentre dalla pubertà in avanti entrano in gioco fattori come gli estrogeni (per le donne) ed il testosterone (per gli uomini). Senza dilungarci troppo, gli uomini che presentano questa patologia hanno un livello di testosterone molto basso ed una produzione di estrogeni troppo alta, una situazione che porta all’aumento dei tessuti mammari.

Come si manifesta la ginecomastia

Innanzitutto è doveroso sottolineare che la ginecomastia può riguardare solamente una mammella (monolaterale) o entrambe le mammelle (bilaterale). Nel momento in cui si verifica la ginecomastia, l’uomo inizierà ad avvertire una maggior sensibilità nella zona mammaria, seguita dalla crescita di protuberanze dolorose nella zona sottostante il capezzolo. Infine, si potrebbe anche assistere ad un ulteriore rigonfiamento dei tessuti dato dalla deposizione di tessuto adiposo, che causa maggior vigore alla zona del torace.
Ginecomastia: l’intervento chirurgico

A differenza di molti inestetismi che ad oggi riescono ad essere curati ed eliminati grazie alla medicina estetica, la ginecomastia necessita di un intervento chirurgico vero e proprio. Innanzitutto è da sottolineare che è possibile sottoporsi a questo tipo di trattamento a qualsiasi età, ma rimane sconsigliato per soggetti che fanno uso di farmaci anabolizzanti, alcol o droghe, tutti fattori che aiutano lo sviluppo della ginecomastia.

Quando si parla di ginecomastia, è bene tenere a mente che non esiste solamente un tipo di intervento chirurgico, ma la soluzione viene decisa in base al livello di gravità presentata dal paziente; vi sono casi e casi, ed ogni fisico necessita dell’opzione giusta in base alle caratteristiche che presenta. I casi medio-lievi per esempio, possono essere trattati anche solo con la lipoaspirazione, che consiste nell’aspirazione del tessuto mammario e adiposo in eccesso, e può essere eseguita con l’anestesia locale.

I casi un po’ più severi invece, che si verificano prevalentemente nei pazienti che hanno combattuto l’obesità, prevedono l’asportazione dell’eccesso del tessuto cutaneo, dato possibilmente da una profonda perdita di peso. In questi casi quindi, è necessario sottoporsi ad un’operazione chirurgica, che potrebbe lasciare cicatrici parzialmente più lunghe e visibili. Gli interventi per curare la ginecomastia quindi, si basano sulla condizione fisica del paziente e dalla situazione che viene presentata al chirurgo.

Il post-operatorio

Come abbiamo spiegato precedentemente, vi sono diversi tipi di interventi per curare la ginecomastia, ma in qualsiasi caso si parla comunque o di anestesia locale, o totale. Dal momento che l’anestesia locale prevede diverse infiltrazioni di anestetico nella zona vicina al capezzolo, vi sono pazienti che preferiscono sottoporsi all’anestesia totale per evitare di provare momenti di fastidio e bruciore dati dalle varie iniezioni. In ogni caso, appena terminato l’intervento, il paziente dovrà indossare una guaina compressiva per le successive sei settimane, giorno e notte.

Nei giorni successivi l’intervento, qualora si dovesse verificare del gonfiore nella zona interessata, non è assolutamente necessario preoccuparsi, in quanto il gonfiore tende a svanire nei primi dieci giorni dall’intervento. Inoltre, è anche possibile che si verifichino degli ematomi intorno al capezzolo, che tendono a svanire in un periodo di qualche settimana o qualche mese. Per quanto riguarda le cicatrici invece, inizialmente saranno molto in vista a causa del colore scuro che presentano, ma nel corso di 6-12 mesi torneranno ad avere il colore della cute circostante.

Infine, per quanto riguarda la sensazione di dolore che si potrebbe verificare dopo l’intervento, non c’è da preoccuparsi, in quanto il chirurgo consiglierà una terapia antibiotica da seguire nei giorni successivi.